DEVE ANDAR MEGLIO

Non è andato tutto bene, questo ormai lo sappiamo, possiamo fare il possibile perché vada meglio, questo sì, questo è un obiettivo che possiamo e dobbiamo porci tutti, fuori dalla retorica di questi mesi di reclusione, fuori dalla strafottente derisione del pericolo messa in scena da più parti e in più occasioni e, se mi è consentito, anche fuori dalle regole che ci vengono imposte e che da sole non possono mai definire una linea vera di sicurezza di fronte a un pericolo ancora in gran parte sconosciuto.
In attesa di poter lavorare a un nuovo numero di Arte di vivere a Modena, questo numero ovviamente, ho cercato di accompagnarvi con interventi pressoché quotidiani sul nostro nuovo sito internet, anzi, se ancora non lo avete visto, andate a dare un’occhiata, troverete i nostri articoli, i numeri precedenti, i riferimenti, la possibilità di interagire con noi, funzione che sarà ulteriormente implementata nel corso dei mesi.
In quei post, in quegli interventi, ho messo per esteso quello che, ovviamente in sintesi, vi sto raccontando in queste righe: la scoperta della nostra fragilità opposta a una straordinaria capacità di reazione all’emergenza; l’insofferenza di fronte al lamento continuo per i piccoli sacrifici richiesti e lo strazio vero alla vista della bare da Bergamo dirette a Modena; poi, ancora, la paura al crescere dell’epidemia e il sollievo “della curva” in discesa; il surreale avvio della fase 2 quando ancora non è finita la 1 e la voglia di ripartire che fatica a interfacciarsi con la necessità di imparare a convivere, forse ancora a lungo, con quello che ho famigliarmente (ma in realtà era una sorta di esorcismo) chiamato “Carognavirus”.
Sono stati mesi difficili per tutti, più di un pensiero va alle vittime e alle loro famiglie, più di un grazie a tutto il personale sanitario (nuovi eroi, speriamo non subito dimenticati), ai volontari, a quelli che hanno lavorato per nutrirci, scaldarci e darci qualche momento di evasione. Io credo debbano essere ringraziati anche quanti, in una situazione drammatica come non mai, si sono assunti l’impegno di tentare di governare le città, le regioni e il paese. Tutti hanno commesso errori, tutti abbiamo anche sbagliato, ma era inevitabile, quasi scontato, l’importante è che da ogni errore si sia imparato qualcosa, che non si ripetano gli stessi sbagli e che si apra una stagione nuova sul fronte del Coronavirus, ma soprattutto oltre il fronte del Coronavirus.
È così, abbiamo davvero davanti un’occasione straordinaria. Provate a pensare a un mondo, all’Europa, al nostro Paese e anche a questa regione e questa terra, che devono ripartire quasi da zero; pensate alle risorse che verranno stanziate, prestate, comunque messe a disposizione; pensate di quanta conoscenza e di quanta tecnologia possiamo disporre. Oggi, a tutti i livelli, governano soprattutto gli uomini (meno le donne) nati dopo la Seconda guerra mondiale, autori della maggior crescita economica di sempre e responsabili del più violento e consapevole attacco all’ambiente e all’equilibrio di tutto il pianeta.
Bene, tutti noi oggi e forse per l’ultima volta, abbiamo la nostra seconda possibilità, quella di dare un indirizzo diverso alla crescita e alla ricerca del benessere che non potrà mai più essere solo individuale. E abbiamo anche un’altra fortuna, le nostre decisioni e le nostre azioni in questa direzione non saranno solo “buoniste”, ma produrranno nuova ricchezza e nuove opportunità. Pensate, tanto per capirci e per restare a Modena, cosa potrebbe significare la totale riconversione green della principale industria mondiale, quella dell’automobile. Quindi non solo ideali, ma anche profitti: la sintesi perfetta, non ci resta che metterci al lavoro.
Maurizio Malavolta

"Smarrire il proprio passato signififica perdere il proprio futuro”
(Wang Shu)

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