IL CIBO AL TEMPO DEL COVID19

Di Ermi Bagni

L’epidemia Covid19 ha generato un trauma, una sorta di apocalisse che ha modificato le nostre abitudini, limitato i contatti sociali. Il tempo sembra essersi fermato mentre, in realtà, la vita continua a correre se non altro per alimentare i nostri bisogni primari.
Per questo non si sono mai interrotte le attività agricole caratterizzate dalla coltivazione e dall’allevamento a cui sono collegate una moltitudine di imprese piccole, medie, grandi, le quali spesso con abilità ancora artigianale trasformano i prodotti primari dando origine alla catena agroalimentare considerata più che mai essenziale nei momenti di emergenza.
Il quotidiano non si ferma, l’alba sorprende i laboratori dei fornai che dopo avere impastano farina e lieviti sfornano il pane caldo, croccante. I bovari mungono le mucche, il latte viene trasferito subito ai caseifici dove il mastro casaro e i suoi garzoni con gesti precisi, equilibrati, realizzano il formaggio parmigiano-reggiano. Nelle cantine si imbottiglia Lambrusco, negli opifici si confeziona aceto balsamico di Modena, nei salumifici si preparano leccornìe da abbinare a crescentine e gnocco fritto.
Niente può sostituire quanto si può toccare, vedere, abbracciare, sfiorare, annusare, sentire, ma la fragranza delle cose buone ci fa capire il senso di appartenenza di chi ogni giorno accudisce gli animali con dedizione assoluta, segue con attenzione le coltivazioni e confida in un futuro propizio, mette conoscenza e passione nella lavorazione dei prodotti agricoli: latte, carni, frutta, ortive, molti di loro vengono trasformati in prodotti a Denominazione di Origine: Parmigiano Reggiano, Lambrusco, Prosciutto, Aceto Balsamico.
La provincia di Modena rappresenta una delle realtà più importanti del panorama agroalimentare Italiano, non solo per il numero delle produzioni a denominazione di origine, undici DOP e tredici IGP, ma anche per la qualità generale delle stesse e la loro unicità.
In questo sistema produttivo le attività umane rispettano i fattori naturali dell’ambiente pedoclimatico per infondere i caratteri particolari e tradizionali ai prodotti agroalimentari a Denominazione di Origine.
Forti di queste considerazioni si può affermare che le attività quotidiane dedicate alla produzione delle eccellenze agroalimentari possono anche essere interpretate come uno straordinario mezzo di empatia collettiva per superare situazioni di grande emergenza.
Questi fattori, infatti, sono stati fondamentali per lo sviluppo degli anni scorsi, rappresentano un punto di riferimento importante anche in una fase delicata come questa, ma soprattutto saranno la garanzia maggiore per una ripresa forte e la più rapida possibile. Le produzioni a Denominazione di Origine non solo qualificano l'offerta ma garantiscono il consumatore sull’origine delle materie prime, sulla continuità e trasparenza dei controlli effettuati su tutte le imprese che partecipano alla filiera di produzione di un determinato prodotto. Non ultimo, la scelta di caratterizzare le produzioni agricole con la Denominazione di Origine coniuga le azioni di valorizzazione del territorio, di rispetto e di salvaguardia dell’ambiente. Di fatto già un tassello importante del nuovo modello di sviluppo che deve uscire da questa crisi.

IMPATTO DEL SETTORE AGROALIMENTARE SUL TOTALE ECONOMIA PROVINCIA DI MODENA

"Smarrire il proprio passato signififica perdere il proprio futuro”
(Wang Shu)

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