AVIS, DONATORI DI VITA

Ci sono sigle che non hanno bisogno di spiegazioni, universalmente riconosciute e immediatamente identificate. Una è sicuramente AVIS, quattro lettere che significano per tutti “donazione del sangue”. Ma ogni lettera ha un valore in sé, e unite valgono di più. La A è l’ associazione senza scopo di lucro nata nel 1927 che oggi conta più di un milione e 300mila soci, presente con 3.400 sedi su tutto il territorio nazionale. Nella V c’è l’essenza dell’organizzazione e delle sue persone: volontario, anonimo e gratuito è il dono del sangue, volontari sono i donatori, volontario è anche chi dona il proprio tempo all’associazione. La I rappresenta il nostro sistema trasfusionale pubblico, basato sulla donazione libera e non remunerata, che consente l’autosufficienza all’Italia e viene portato a modello nel mondo. Sulla S di sangue si potrebbe dire molto: come si raccoglie, il suo utilizzo per la salute dei malati, le garanzie della sua sicurezza. Ma forse basta dire che il sangue è vita. E che il sangue non si compra e non si fabbrica, si può solo donare.

Lo sanno bene gli oltre 30.000 soci “donatori di vita” dell’Avis in provincia di Modena, una realtà diffusa in 50 sezioni su tutto il territorio. Ogni comune ha la sua Avis, che, oltre alla funzione fondamentale della raccolta sangue, riveste anche un ruolo sociale nella propria comunità. Non c’è località dove Avis non si faccia promotore di eventi o iniziative. Gli oltre 1.000 volontari della provincia sono impegnati nelle attività più diverse: contattano i donatori, affiancano il personale sanitario nelle sedi di prelievo, allestiscono banchetti, distribuiscono gadget, incontrano i ragazzi nelle scuole. Tutto per diffondere il contagio buono della solidarietà e raccogliere nuovi donatori. Negli ultimi anni Avis ha coinvolto in questa opera di sensibilizzazione anche le forze dell’ordine in accordo con la Prefettura, l’Accademia Militare che ogni anno forma nuovi donatori tra i suoi cadetti, il mondo dello sport con la Federazione Italiana Volley e il Coni.
E Modena risponde con generosità, tanto da essere la prima provincia in regione per numero di donatori, e con dati sempre in crescita. Nel 2019 le unità di sangue e plasma raccolte sono state più di 53.500, un numero che ha permesso di far fronte non solo alle necessità delle strutture sanitarie modenesi (ogni giorno nei nostri ospedali occorrono in media 100 trasfusioni), ma anche di inviare sacche di sangue alle zone carenti del Paese.
La fama di Modena provincia generosa non si è smentita nemmeno durante l’emergenza Covid-19. Pur nelle misure restrittive anti contagio, la risposta dei donatori è stata straordinaria, con punte fino al 50% di prelievi in più della media, svolti con ordine, pazienza e nel rispetto delle disposizioni. Distanti, ma tutti presenti.
Lo conferma il presidente provinciale Cristiano Terenziani ripercorrendo questi pochi ma frenetici mesi: “Il 22 febbraio eravamo in riunione con Gianpietro Briola, presidente di Avis Nazionale, quando sono arrivati i primi messaggi che preannunciavano l’inizio dell’epidemia nel nostro territorio. Ci siamo subito chiesti se saremmo stati in grado di continuare a raccoglier sangue, plasma e piastrine come sempre. Da lì in poi è stata una successione di eventi che hanno cambiato il modo di lavorare degli operatori e l’approccio alla donazione dei donatori. Se poco è cambiato dal punto di vista medico, perché il Covid 19 non si trasmette con il sangue, tutti gli sforzi si sono rivolti ad annullare il rischio di propagare il contagio. Così abbiamo introdotto mascherine e visiere per gli operatori sanitari, disinfettanti per mani in ogni ambiente, schermi protettivi per gli operatori delle segreterie, attivato postazioni di lavoro domestico per gli amministrativi, un triage all’ingresso pre-donazione ed altro ancora. Il personale ha dovuto affrontare una nuova sfida, quella di tutelare la salute propria, quella dei donatori e trasmettere tranquillità nonostante le evidenti difficoltà. Abbiamo chiesto al personale che opera anche in altre strutture sanitarie di non effettuare attività in Avis e così anche al personale volontario sopra i 60 anni per proteggerli. C’è stata la massima collaborazione, anche dai donatori – conclude Terenziani – nonostante l’impegno chiesto anche a loro: file a distanza spesso fuori dai nostri locali, adozione di mascherine, prenotazione della donazione con date a volte lontane”.
Sull’onda della solidarietà, che Modena ha evidentemente “nel sangue”, molti cittadini hanno chiesto di diventare nuovi donatori. “In questo momento possiamo solo ringraziarli – risponde il presidente – e chieder loro di attendere, perché il sistema non sarebbe in grado di gestire il carico di esami, visite e colloqui necessari per rilasciare la “patente” da donatore. Li invitiamo ad iscriversi on line, li contatteremo quando la situazione si sarà normalizzata. La loro pazienza verrà premiata e presto potremo annoverare tanti nuovi donatori nella nostra grande famiglia”.
Avis provinciale Modena - via Livio Borri, 40 Modena tel 059 3684911 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. modena.avisemiliaromagna.it facebook/Avis provinciale Modena.

Avis comunale Modena, 70 anni con la città

Settembre 1950, nasce a Modena la sezione cittadina dell’Avis. I primi volontari sono 25, che in un anno raccolgono ben 235 donazioni. Erano allora donazioni “braccio a braccio” che si potevano fare anche più volte alla settimana, seguite da un pasto sostanzioso e non di rado da una buona bistecca. Negli anni le tecniche di prelievo e di utilizzo del sangue si sono evolute, per garantire sempre più sicurezza a chi lo dona e a chi lo riceve. Oggi l’Avis comunale di Modena festeggia i 70 anni con più di 7.000 donatori e un numero record di 11.085 donazioni raggiunto lo scorso anno. Dalla sede di via Borri era tutto pronto per un compleanno costellato di eventi, ma l’epidemia ha scombinato i piani. Ad ora non è possibile prevedere cosa si manterrà delle iniziative previste, ma intanto sarà interessante sfogliare la galleria fotografica sulla storia dell’associazione dal sito www.aviscomunalemodena.org. Nelle immagini qualcuno potrà ricordare e riconoscersi, perché la storia dell’Avis di Modena è anche la storia della sua città.

"Smarrire il proprio passato signififica perdere il proprio futuro”
(Wang Shu)

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