Dalla rivoluzione genomica al vaccino per il covid

Comunità scientifica ed ecosistemi dell’innovazione focalizzati nelle life science protagonisti di un grande processo di evoluzione nel campo della salute

di Francesco Baruffi

 

Diamo spesso per scontata la salute, sia quando affrontiamo il tema a livello personale sia quando la salute diventa oggetto del dibattito pubblico. Lo facciamo finché qualcosa non va esattamente nel modo giusto. In quel momento il valore sociale, economico, politico e, persino, geopolitico che la salute ha emerge in modo prepotente.

 

L’evento scatenante

 

La Pandemia è stato l’evento scatenante. Oggi ci stiamo rendendo conto di quanto la salute sia davvero importante e di quanto abbia un impatto economico enorme sia in termini negativi, quando manca o quando non si riesce a mantenerla, sia in termini positivi: quanti profitti, benessere, felicità, crescita economica, fiducia nel futuro e ottimismo può fare nascere o riemergere un vaccino che migliora le condizioni di salute delle persone e, le fa tornare alla normalità, a una vita senza limitazioni, senza mascherine, senza coprifuochi.

Quanto siamo più sereni quando siamo consapevoli che il sistema sanitario può affrontare tutti i bisogni che vengono manifestati da noi cittadini e, quanta disperazione può diffondere un sistema sanitario al collasso che, invece, non è in grado di aiutarci fino in fondo e che deve scegliere chi curare e chi no generando vittime, malati di serie A e di serie B.

 

La salute come volano della crescita economia

 

Come sostengono in un recente report gli analisti di McKinsey: “Una salute migliore promuove la crescita economica espandendo la forza lavoro e aumentando la produttività, fornendo allo stesso tempo immensi benefici sociali.”

Eppure negli ultimi anni, l'attenzione dell’opinione pubblica e dei policy makers si è sempre concentrata sulla riduzione dei costi sanitari, su come sarebbe stato difficile, oneroso, e impattante in senso negativo sulla crescita economica il tema dell’invecchiamento della popolazione. Al centro del dibattito c’erano gli effetti negativi nei bilanci regionali delle richieste sempre maggiori di servizi sanitari da parte di persone e famiglie.

 

L’innovazione nella salute

 

“La pandemia è un promemoria sgradito”. Sta riportando, infatti, alla ribalta un tema rimasto a lungo sotto il tappeto: l’importanza dell’innovazione nella salute. Si pensi al solo fatto che Moderna, l’azienda americana che ha sviluppato il vaccino approdato anche in Italia, nel 2010, era una startup che iniziò a operare con un finanziamento di un fondo di VC di appena 2 milioni euro. Nel 2020, quella stessa azienda, ha ottenuto un finanziamento per lo sviluppo del vaccino di oltre 463 milioni di dollari dal Barda, Agenzia Governativa USA (soldi pubblici). Solo quest’anno quel vaccino genererà ricavi - secondo stime di Goldman Sachs - pari a 13,2 miliardi di dollari e ha fatto superare all’azienda la soglia dei 64 miliardi di dollari di capitalizzazione in borsa.

Che cosa accadrà nei prossimi anni? Quali saranno i cambiamenti significativi che interesseranno le nostre vite grazie all’effetto delle rivoluzioni accelerate dalla Pandemia?

La pandemia ha portato tanto dolore ma sta consentendo alla comunità scientifica e agli ecosistemi dell’innovazione focalizzati nelle life science di portare alla ribalta le grandi rivoluzioni in atto: da quelle che hanno consentito il più rapido sviluppo nella storia dell’umanità di un vaccino fino a quelle che genereranno un impatto dirompente nei prossimi quindici o venti anni.

Partiamo dall’innovazione più eclatante ovvero i tempi per lo sviluppo di un farmaco. Normalmente, il tempo indispensabile per sviluppare un vaccino varia dai due ai cinque anni e per arrivare al prodotto completo possono trascorrere anche dieci anni. L’emergenza mondiale causata da COVID-19 ha costretto ad accorciare sensibilmente i tempi: il vaccino è stato realizzato e si è giunti a un prodotto completo in meno di 14 mesi.

 

La rivoluzione genomica

 

Tra le innovazioni che hanno iniziato a produrre i primi importanti risultati molte si basano sulla rivoluzione genomica guidata dallo sviluppo delle tecniche di sequenziamento di seconda generazione che negli ultimi 20 anni hanno consentito di abbattere di oltre 100.000 volte i tempi e i costi delle analisi genomiche: dai mesi/anni e dai 100 milioni di dollari richiesti nel 2000, ai pochi giorni e alle poche centinaia di euro di oggi.

Lo sviluppo della medicina personalizzata ne è la conseguenza.  Oggi per “medicina personalizzata” si intende un approccio che mira a identificare le cause e i meccanismi di molte malattie che rappresentano bersagli molecolari, che possono essere bloccati con farmaci, come molecole chimiche e terapie cellulari in grado di contrastare gli effetti delle mutazioni.

In questo senso è stata trainante l’oncologia, che ha messo a punto una serie di protocolli a partire dai programmi di immunoterapia che utilizzano le cellule CAR-T, o come i linfociti T caricati in grado di agire come vere e proprie armi dirette contro le cellule tumorali.

Ad accelerare il passo della rivoluzione genomica, dopo il balzo dei primi anni 2000 realizzato con il Progetto Human Genome, sono state invenzioni come l’editing genomico “una tecnologia altamente innovativa che funziona come un “correttore di bozze” del DNA”. Molti considerano l’editing genomico come la terapia genica del futuro, visto che permetterebbe di correggere un gene difettoso direttamente là dove si trova senza doverne fornire una copia sana dall’esterno”.

Il sistema Crispr

Nel 2012 è stato scoperto il sistema Crispr-Cas9: con Crispr qualunque tipo di cellula vegetale, animale, inclusa quella umana, può essere modificata geneticamente e la correzione può avvenire per un singolo errore, ovunque nel genoma. Si tratta di una tecnica facile da utilizzare, veloce ed economica. Una rivoluzione tutta al femminile che ha consentito a due scienziate Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudna, di vincere il Premio Nobel per la Chimica nel 2020

Ad oggi la ricerca nell’ambito dell’editing genomico spazia dalle malattie genetiche ai tumori, passando per le malattie neurologiche fino alle malattie infettive (HIV).

Per Cathie Wood, CEO di ARK Fund, fondo specializzato in investimenti in aziende che sviluppano tecnologie dirompenti, "Il sequenziamento del DNA introdurrà per la prima volta la scienza nel processo decisionale sanitario. Possiamo onestamente affermare che finora più della metà di tutte le decisioni sanitarie sono state prese in parte attraverso ipotesi o esperienze. Ora avremo i dati. Inoltre, saremo in grado di curare malattie che non avremmo mai pensato di poter curare, incluso il cancro”.

Non sono le parole di un medico o di un ricercatore ma di un investitore interessato che fanno ben sperare in un futuro davvero migliore per tutti.