SENTIERI

PEDALANDO TRA VILLE E CASINI STORICI NEL TERRITORIO
DI SAN PROSPERO

Di Manuela Fiorini – foto di Claudio Vincenzi

Il territorio del Comune di San Prospero è ricco di testimonianze storiche legate a un’economia basata, nei secoli, sull’agricoltura, l’allevamento e il commercio. Dislocati nella campagna, infatti, si possono ancora ammirare circa trenta edifici tra casini, ville, corti che vanno dall’epoca tardomedievale all’Ottocento. La maggior parte è di proprietà privata, mentre altri edifici portano ancora i segni del sisma del 2012. Tuttavia, si possono scoprire attraverso un itinerario “lento”, in bicicletta. Anche se nulla vieta di compiere il percorso che vi proponiamo in auto.

Gli edifici storici del capoluogo
Cominciamo dal comune capoluogo, San Prospero. Ci si arriva da Modena, in auto, prendendo prima la tangenziale e seguendo le indicazioni per Mirandola, poi si imbocca la SS12, più nota come Canaletto. A San Prospero si può lasciare l’auto e inforcare la bici.

Si parte dal centro del paese, dove, in via Pace, si trova la bella Villa Tusini con il suo splendido bosco. Il complesso architettonico, composto dalla villa padronale e da alcuni edifici satellite, tra cui la casa del custode, la serra e alcune costruzioni agricole, racchiusi a corte da una cinta muraria, è stato costruito nel 1822 dai fratelli Tusini. Potete arrivare alla villa centrale passando attraverso il parco-bosco, da via Viazza (entrata principale) o da via della Pace (ingresso laterale). Il parco è stato istituito nel 1989 dall’amministrazione comunale con l’intento di recuperare i due ettari e mezzo di verde che circondava la proprietà e di farne la “dimora” di ben 4260 alberi e 1550 arbusti di diversa specie. Il percorso si snoda nel verde e vede un sentiero principale che taglia in due l’area e da cui partono altri sentieri secondari. Imboccando il viale di pioppi cipressini si arriva fino alla villa.

Proseguiamo il nostro itinerario prendendo via Chiesa, dove incontriamo il Casino Sacchi, ora Tusini, di costruzione ottocentesca, esempio di dimora padronale con alcuni edifici di servizio. Proseguendo ancora lungo la stessa strada, si fa un salto nel Settecento ammirando Casa Baraldi, prima sede municipale nel 1860. Dalla parte opposta della strada, si trova invece il Casino Torre, il più antico esempio di edificio con torre a colombaia della zona. Risale infatti al Trecento, anche se è stato oggetto di rimaneggiamenti successivi. Voltate ora a sinistra seguendo ancora via Chiesa e arriverete a Villa Bulgarelli del 1820. Pedalate ancora fino all’incrocio con via Viazza e voltate a sinistra. Dopo un centinaio di metri troverete Villa Becchi, una costruzione ottocentesca a tre piani con pianta rettangolare. L’itinerario continua voltando poco più avanti in via Pace; passando di nuovo davanti al complesso di Villa Tusini, si continua fino a incrociare di nuovo il Canaletto. Voltando a destra in direzione di Modena si incontra il settecentesco Castello Delfini, dal 1938 di proprietà della famiglia dello scrittore Antonio Delfini. Il complesso comprende una villa signorile, un parco e una grande costruzione su un’area di 1500 mq che un tempo ospitava le case dei mezzadri, ricoveri per gli attrezzi e per lo stoccaggio del grano. Dopo il terremoto, è partito un grande progetto di riqualificazione che ha trasformato l’area in un piccolo centro commerciale.
Continuando a percorrere la ciclabile che costeggia il Canaletto verso Modena, troverete l’ottocentesca Villa Gibertini-Stradi, sede del municipio dal 1944 al 1946. Poco più avanti, c’è il Casino Palmieri-Manicardi, un’abitazione signorile dell’Ottocento. Deviando su via Roncaglio, potrete invece vedere Casa Gherardi, nota come “il Casinone”, costruita nella prima metà dell’Ottocento.

Le delizie del territorio

L’itinerario che vi abbiamo proposto attraversa un territorio ricco e fertile, fatto di campi coltivati a viti e alberi da frutto, caseifici, cantine e acetaie. Il Comune di San Prospero, infatti, rientra nella zona di produzione del Lambrusco di Sorbara D.O.P. Qui nascono, crescono e maturano anche le pere che, nel 1998, hanno ottenuto dalla UE il marchio IGP. Dal 2006 il marchio “Pera tipica di San Prospero” viene venduta sui mercati di tutta Europa. Dagli allevamenti locali arriva invece il profumato e appetitoso Salame di San Felice.

Verso frazione San Lorenzo
A questo punto avete diverse possibilità per proseguire il percorso. Seguendo il Canaletto in direzione di Modena arriverete alla frazione di San Lorenzo. Sul Canaletto si affaccia la Corte Gasparini, una dimora rurale dell’Ottocento a corte chiusa, un tempo preceduta da un lungo viale di accesso. Arrivati a San Lorenzo, in via Viazza, si trova invece il Casino Salsi, una corte rurale del XVII secolo, di cui sono ancora presenti la cinta muraria e la cappella di famiglia dedicata a San Geminiano. Proseguendo lungo via Viazza si arriva alla Chiesa di San Lorenzo, il cui nucleo più antico si fa risalire al 1026. Il campanile, ancora visibile, risale invece al 1090, mentre la chiesa attuale è stata eretta nel 1881. Inoltrandosi nella campagna, in direzione di località Cristo di Sorbara, si arriva invece a Casa Volta Tassoni del 1769.

La frazione di San Pietro in Elda
Potete continuare l’itinerario prolungandolo alla frazione di San Pietro In Elda. Tornate prima sul Canaletto in direzione San Prospero, poi imboccate via Brandoli Est fino a incrociare Via Verdeta. All’incrocio con via Padella, a circa 1 km dalla chiesa di San Pietro, si incontrano le Due Torri, un’imponente costruzione risalente alla prima metà del Cinquecento. Dopo poche centinaia di metri si arriva alla settecentesca Corte Verdeta, rimodulata nel XVIII secolo. Si compone di un corpo centrale e di un pregevole casamento annesso. Di proprietà della famiglia Munarini, passò poi al duca di Modena Francesco IV che l’abbellì ulteriormente. Accanto si trova l’oratorio di San Gaetano, anch’esso settecentesco. Facendo una piccola deviazione su via Belfiore e percorrendola fino in fondo, si arriva a Villa Vaccari, risalente all’Ottocento, mentre, tornando di nuovo sulla Verdeta si prosegue ancora fino a costeggiare quella che un tempo era la linea ferroviaria Sassuolo-Mirandola, inattiva dal 1964. Qui si trova il complesso di Palazzo Giusti, composto da otto edifici di epoche diverse. Il complesso è detto anche Castelvetro dal nome dei proprietari: la nobile famiglia dei Castelvetri.

Verso Staggia
Da San Pietro in Elda potete proseguire l’itinerario alla volta di Staggia. Da uno dei viali di accesso di Palazzo Giusti parte infatti via Verdeta di Sotto. Imboccatela e arrivate fino al Casino Barbieri, tra gli edifici più antichi. La casa padronale risale infatti al Trecento. Continuate fino all’incrocio della provinciale Cavezzo-Camposanto, in prossimità del quale sorge Casa Torretta, detta anche “La Bastardella”. Continuate poi sul rettilineo fino alla fine della via in direzione di Staggia fino ad arrivare all’incrocio tra via Bosco e via Forcirola. In fondo si trova un’altra Casa Torretta, appartenuta alla famiglia dei Montecuccoli, di origine quattrocentesca. Continuando in direzione del Canaletto e voltando a sinistra in direzione di San Prospero, si arriva a Casa Tusini Rocca, mentre, poco dopo l’incrocio con via Bosco, si trova il complesso cinquecentesco del Casino Tusini. Riprendete ora via Bosco in direzione di Staggia. Incontrerete prima Villa Zanfrognini, del XVIII secolo, abbracciata da un rigoglioso parco alberato. Proseguite ancora e, l’una accanto all’altra, potrete vedere Villa Alessandrini e Villa Rizzati che conservano gli spazi destinati alle ghiacciaie e sono circondate da un piccolo bosco. Le ville sono state costruite tra il XVI e il XVII secolo, mentre l’area verde è stata realizzata negli anni Ottanta del XX secolo.

A questo punto potete continuare lungo via Bosco in direzione dell’incrocio con la Cavezzo Camposanto fino a raggiungere Villa Traldi Valisnieri, risalente alla seconda metà del Settecento. Tornate indietro in direzione della chiesa di Staggia. Prima della pieve, incontrerete la quattrocentesca Corte Bocchi e, vicino all’incrocio tra via Chiesa e via Gallerani, Villa Vecchi, del 1790, che spicca per il suo giardino all’inglese. Vale una sosta anche la chiesa parrocchiale, il cui primo nucleo risale al VIII in epoca Longobarda. Nel corso del Quattrocento l’edificio, ormai degradato, viene fatto ricostruire dalla famiglia Tosatti.

Ultima tappa: la frazione San Martino Secchia
Un’ultima pedalata vi consente di arrivare fino alla frazione di San Martino Secchia. Dalla chiesa di Staggia svoltate in via Gallerana fino a incrociare di nuovo il Canaletto. Da qui seguite le indicazioni per San Prospero, poi svoltate in via Olmo fino ad arrivare a Casa Tusini, la cui costruzione è iniziata nel Seicento. Sul retro si può notare la torre colombaia. Proseguendo sempre su via Olmo si arriva poi al Casino Bulgarelli, un complesso costruito tra il XVIII e il XIX secolo, di grande valore storico e architettonico. Da qui potete tornare indietro percorrendo via Olmo fino a via Viazza, poi imboccarla in direzione di San Prospero, chiudendo il percorso ad anello.